Giustizia per Ramy Elgaml: Diario delle Indagini
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- 7 giorni fa
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Aggiornamento: 4 giorni fa
Giulia Ioncica - La Redazione
Un' Indagine Completa sugli Eventi e le Prove di un Inseguimento Fatale
2024
24 novembre: Ramy Elgaml, un giovane di 19 anni, è morto a Milano durante un inseguimento della polizia. Era su uno scooter con un amico quando sono stati inseguiti per circa otto chilometri dai carabinieri. Lo schianto con lo scooter lanciato ad alta velocità, avvenuto all'angolo fra via Ripamonti e via Quaranta, ha causato pressoché la morte sul colpo di Ramy e scatenato nella notte e nei giorni a venire, proteste e tensioni nella comunità araba con manifestazioni e roghi appiccati in strada, in zona Corvetto. I manifestanti hanno anche lanciato petardi verso la polizia che era intervenuta.
2 dicembre: Il Pm di Milano concede il nullaosta per i funerali di Ramy.
4 dicembre: Un testimone ha riferito di un impatto tra l'auto dei carabinieri e lo scooter di Ramy Elgaml, dettaglio assente nel verbale di arresto, ma presente in un'informativa della Polizia locale basata su video. Il carabiniere alla guida e Fares Bouzidi, il ventiduenne alla guida dello scooter dove viaggiava Ramy, sono indagati per omicidio stradale.
10 dicembre: Verranno effettuate consulenze tecniche per ricostruire l'incidente e analizzare i dispositivi. La Procura ipotizza un impatto tra l'auto dei carabinieri e lo scooter, basandosi su testimonianze e video.
2025
8 gennaio: "Quelli che ho visto nel video, uno, due, tre, sono carabinieri sbagliati. Ma ci sono anche i Carabinieri veri. Non sono tutti uguali e ho fiducia in quelli giusti", ha spiegato Yehia Elgaml, padre di Ramy, che con le sue parole, dopo la morte del figlio, era riuscito a spegnere le rivolte che erano scoppiate nel quartiere Corvetto. "Dopo 45 giorni, ho potuto dormire - ha detto la madre -. Perché quel video vuol dire che la verità sta arrivando".
18 gennaio: La Procura di Milano ha concluso che i carabinieri non hanno violato regole o protocolli durante l’inseguimento. Tuttavia, le indagini continuano sull'omicidio stradale imputato al militare che guidava l'ultima macchina e sul presunto depistaggio e favoreggiamento da parte di altri due carabinieri. Si attendono consulenze tecniche sull'incidente e sul telefono di un testimone, mentre gli inquirenti verificano la presenza e la diffusione dei video delle bodycam.
20 gennaio: sono state trovate tracce di un video girato con un cellulare e poi cancellato dell'incidente che ha portato alla morte di Ramy tra la notte del 23 e 24 novembre. Sarebbe stato girato da Omar E., il ragazzo testimone che tra le 4.03 e 22 secondi e 4.04 e 31 secondi avrebbe filmato la conclusione dell'inseguimento fino allo schianto. Si trovava lì, tra via Quaranta e via Ripamonti, quando ha sentito le sirene dei carabinieri sopraggiungere e ha estratto il cellulare per cominciare a riprendere. Poi, secondo quanto ha riferito al pm durante l'interrogatorio, sarebbe stato avvicinato da due carabinieri - confermato anche dal video di una telecamera di servizio - che lo avrebbero intimato di cancellare il filmato.
21 gennaio: Fares Bouzidi ha chiesto la messa alla prova perché è stato sorpreso con 6 grammi di hashish
3 febbraio: È stato fissato per il prossimo 18 aprile davanti al Tribunale di Milano il processo con rito immediato nei confronti di Fares Bouzidi, accusato di resistenza a pubblico ufficiale.
21 febbraio: il carabiniere che è stato accusato di aver ordinato al giovane Omar E. di cancellare il video dell’incidente ha spiegato ai Pm stamattina, pensava riguardasse i soccorsi e ha chiesto i documenti identificativi del giovane. La foto del documento è stata trovata nel telefono di un militare. Il giovane ha detto di aver ripreso l'incidente e di aver cancellato il video su richiesta. Un tecnico ha trovato tracce della cancellazione, ma non è riuscito a recuperare il video.
3 marzo: Fares Bouzidi ha scelto di essere giudicato con rito abbreviato; il processo si terrà il 26 giugno.
12 marzo: Dalla consulenza cinematica della procura di Milano, il carabiniere ha frenato “quando doveva” e l’urto con lo scooter si è verificato solo in precedenza. Consulenza che in sostanza attutirebbe la responsabilità dell’incidente all’amico di Ramy, Fares.
Conclusioni e prospettive:
Il 24 novembre 2024, Ramy Elgaml, un giovane di 19 anni, è morto a Milano durante un inseguimento della polizia mentre era in fuga su uno scooter guidato dall'amico Fares Bouzidi. L'incidente ha scatenato proteste e tensioni nella comunità, culminando in manifestazioni e roghi nel quartiere di Corvetto.
Un testimone Omar E., ha riferito di un impatto tra l'auto dei carabinieri e lo scooter di Ramy, dettaglio assente nel verbale di arresto, ma presente in una informativa basata su video. Il carabiniere alla guida e Fares Bouzidi sono indagati per omicidio stradale. Sono state annunciate consulenze tecniche per ricostruire l'incidente e analizzare i dispositivi. La Procura ipotizza un impatto tra l'auto dei carabinieri e lo scooter, basandosi su testimonianze e video.
Yehia Elgaml, padre di Ramy, ha cercato di calmare le rivolte nel quartiere, esprimendo fiducia nella giustizia e nei "Carabinieri veri". La madre ha trovato sollievo nel video che potrebbe portare alla verità.
La Procura di Milano ha concluso che i carabinieri non hanno violato regole o protocolli durante l’inseguimento, ma le indagini continuano sull'omicidio stradale e sul presunto depistaggio da parte di altri due carabinieri.
Fares Bouzidi ha chiesto la messa alla prova per essere stato sorpreso con hashish. È stato fissato il processo con rito immediato nei confronti di Bouzidi, accusato di resistenza a pubblico ufficiale. Bouzidi ha scelto di essere giudicato con rito abbreviato; il processo si terrà il 26 giugno.
Sono state trovate tracce di un video cancellato sul telefono di un testimone: il carabiniere accusato di aver ordinato al testimone Omar E. di cancellare il video dell’incidente ha spiegato ai Pm che pensava riguardasse i soccorsi. La foto del documento del giovane testimone è stata trovata nel telefono di un militare. Il giovane ha detto di aver ripreso l'incidente e di aver cancellato il video su richiesta e un tecnico ha trovato tracce della cancellazione, ma non è riuscito a recuperare il video.
Dalla consulenza cinematica della procura di Milano, è emerso che il carabiniere ha frenato “quando doveva” e l’urto con lo scooter si è verificato solo in precedenza, attenuando la responsabilità dell'incidente all'amico di Ramy, Fares.